INCONTRO CON LA FOTOGRAFIA

Perché fotografare? Perché in ogni casa  c’è una macchina fotografica? E soprattutto perché nelle foto che facciamo non ci sono mai i luoghi e gli ambienti in cui siamo nati ed in cui viviamo? La fotografia è vista ,infatti ,come il mezzo più veloce e per certi versi accessibile ed economico, per immortalare momenti eccezionali, irripetibili, unici. E serve per ricordarci di luoghi lontani in cui siamo stati in particolari momenti della nostra vita.
È innegabile quanto la fotografia ci aiuti a conoscere il mondo. Ogni album dei nostri viaggi è pieno di volti  nuovi,  a noi sconosciuti prima di allora  e che inevitabilmente  cambiano il nostro modo di rapportarci a ciò che ci circonda. Nelle foto di viaggio noi troviamo identità nuove che ci arricchiscono , che ci cambiano ed il ricordo di queste esperienze è per sempre fissato sulla carta fotografica.
Quello che io propongo invece ogni volta che fotografo è un viaggio a ritroso: tornare indietro, alle origini, con il colore innanzitutto che è fatto solo di bianchi e neri. Un viaggio alle radici insegnando al nostro sguardo a guardare vicinissimo a noi prima di andare troppo lontano. Come dicevamo la fotografia è un modo per conoscere i luoghi , il mondo ma serve anche a conoscere se stessi e non si può prescindere dai luoghi in cui viviamo. Civita Castellana nel nostro caso si rivela un immenso  teatro all’aperto ed accessibile a tutti noi. Con una macchina fotografica si può alzare lo sguardo e vedere Civita da mille altri punti di vista. Lontano magari dalle ore più vive, cercando di scoprire angoli e prospettive sempre nuove. Bisogna approfittare del silenzio, dei volti che non conosciamo ma che comunque incontriamo e che ci parlano di una storia di Civita che noi non abbiamo vissuto perché troppo giovani. Bisognerebbe guardarci intorno come fossimo dei turisti, come se camminassimo per queste strade per la prima volta e allora veramente si scoprirebbero cose inaspettate.
 La  fotografa Diane Arbus incitava le sue allieve a fotografare  cose che non avevano mai fotografato prima.  Credo che lo sguardo sia lo strumento principale che possediamo per conoscerci e per conoscere e solo se impariamo a guardare il nostro mondo poi potremmo imparare a guardare anche altrove. Il mondo è un enorme baule da mago in cui noi possiamo trovare tutto quello che ci piace, che ci fa sognare e fissarlo per sempre in una fotografia.

 

Flavia Tronti